Questo volume , pur essendo di dimensioni ridotte, fornisce un'ottima disamina dell'evoluzione delle uniformi dell'Esercito Statunitense dalla vigilia della guerra al suo scoppio e durante il suo svolgimento. Molte sono le unità di Milizia che vengono ritratte, con una collezione di foto, a mio parere , molto rare e che non potranno non destare curiosità nel lettore. Alcune unità infatti, furono poi integrate come compagnia (perchè la forza numerica effettiva raggiungeva quel livello di comando) in reggimenti di nuova formazione. Non è appunto un mistero che l'esercito statunitense alla viglia della guerra contasse pochi effettivi e che ricorse proprio alle milizie locali per combattere le prime battaglie , andando poi a formare reggimenti su base statale. Quindi le differenze tra unità appaiono molto interessanti e sfidano alcuni preconcetti figli di film e media vari che si sono diffuse negli anni. Ad esempio molte unità nordiste (definite "Blue" e contrapposte ai "Grey" dei Confederati avversari) scesero in campo proprio indossando divise di colore grigio. Di particolare interesse è anche la discrezionalità lasciata agli ufficiali nel vestire combinazioni di uniformi (discrezionalità che aumentava in proporzione al grado) . Addirittura i generali avevano la possibilità di disegnare una propria uniforme (ne abbiamo un esempio nelle immagini riguardanti il più alto in grado allo scoppio della guerra, Winfield Scott) . Un altro aspetto di particolare rilievo fu la moda militare europea che influenzò quella statunitense , sia nelle armate del nord che in quelle del sud. Abbiamo così unità composte da scozzesi con il Glengarry (il famoso berretto reso famoso da reggimenti mitici quali i Black Watch) o la Garibaldi Guard del colonello ungherese d'Utassy (che poi andò incontrò a problemi risultanti nella sua corte marziale) che come dice il nome dell'unità vestiva con una uniforme che si ispirava a quella dei Bersaglieri italiani , visti in azioni nelle recenti battaglie del Risorgimento. Allo stesso modo la faceva da padrone la moda francese (che influenzava il taglio di tutte le uniformi unioniste e sudiste nell'adozione del kepi) soprattutto nell'introduzione di unità note come Zuavi , di cui però nel libro sono presente poche foto e che non rendono la loro pittoresca uniforme. Va detto che sono presenti anche alcuni esempi di cavalleggeri e artiglieri sebbene a loro siano dedicati dei volumi a sè stanti nella serie G.I. .
Che dire di più? Chi vi scrive è un appassionato di uniformologia, uno di quelli che nota anche un piccolo particolare del vestiario di un soldato e lo apprezza poichè lo differenzia dal nemico o da un'altra unità dello stesso esercito. Esistono volumi specialistici che trattano di questo tema e ne esistono moltissimi che riguardano la Guerra Civile Americana. Ma credo che il valore di questo volume, accoppiato al suo prezzo, alla rarità e bellezza delle foto contenute, alla sapiente introduzione e alle dettagliate didascalie lo rendono un volume di estremo interesse che non lo fa sfigurare di fianco ad opere più costose.
Titolo: Billy Yank - G.I. Series
Autori: Michael J McAfee, John P Langellier
Pagine: 72
Link: https://www.pen-and-sword.co.uk/Billy-Yank-Paperback/p/11339
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