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Tuesday, November 9, 2021

Retreat of I Corps 1914 - Battleground Early Battles di Jerry Murland

 La recensione del libro di oggi ci porta indietro nel tempo , ai primi giorni della Grande Guerra e alla ritirata del I° Corpo della British Expeditionary Force nel 1914. In questo caso esordisco dicendo che tra le tante serie proposte da Pen&Sword forse questa è quella che offre il valore più grande tenendo in conto le dimensioni, il contenuto, la professionalità degli storici che se ne occupano e infine l'utilità meramente pratica del volume. Stiamo parlando della serie "BattleGround" che conta tra i libri pubblicati all'incirca un centinaio di saggi di varie guerre, ma soprattutto esamina in particolare moltissime delle battaglie dei due conflitti mondiali del XX° Secolo. Jerry Murland è l'autore di questo bel volume che appunto analizza la ritirata del I° Corpo comandato dal Tenente Generale Sir Douglas Haig (che poi prenderà il posto di French al comando di tutto il BEF). 

Il libro è all'incirca diviso in 6 parti con tre capitoli riguardanti la ritirata vera e propria del Corpo (su strade separate e molto lontano dalla ritirata del II° Corpo) e che descrive i combattimenti spesso sanguinosi ma utili per far ripiegare l'esercito oltre la Marna (da cui poi partirà la controffensiva generale che stabilizzerà il fronte occidentale per circa 4 anni). E' ovvio che il lettore e appassionato ricorderà la battaglia di Le Cateau, ma nondimeno atti di estremo eroismo, in una guerra di movimento e non ancora di trincea furono compiute dalle truppe del I° Corpo, che si ritirava più a oriente rispetto all'altra componente del BEF. Ad esempio è diventata epica la difesa fino all'ultimo uomo o quasi del 2° Royal Munster Fusiliers a Chapeau Rouge (e terminata a Etreux) con la morte dello stesso colonello Charrier. O le azioni di cavalleria a Cerizy. 

Ma chi conosce la serie "BattleGround" saprà anche che uno dei suoi scopi è di far da guida ai luoghi dei combattimenti, ed anche in questo caso , con la seconda parte composta da tre tour che rispecchiano le prime tre fasi (o capitoli) del libro, il nostro volume assolve splendidamente il suo compito. In questo caso anche se siamo di fronte ad un volume stampato nel 2014  e quindi mancante delle coordinate GPS presenti negli ultimi volumi della serie, siamo comunque di fronte a una descrizione dettagliata e abbastanza facile da fruire dei luoghi di battaglia di quelle frenetiche settimane all'inizio del lungo e sanguinoso conflitto. 

Che dire di più, uno dei primi volumi da acquistare per chi vuol ripercorrere cronologicamente i luoghi della Grande Guerra, le sue prime settimane, in cui non si era ben compreso il potere distruttivo di artiglieria e mitragliatrici e non ancora ci si era sotterrati nel fango e nella terra delle trincee. Un altro libro, del bravissimo Jerry Murland, che non potrà mancare sugli scaffali di ogni appassionato e storico della Grande Guerra!


Titolo: Retreat of I Corps 1914 - Battleground Early Battles 

Autore: Jerry Murland

Pagine: 139

Link: https://www.pen-and-sword.co.uk/Retreat-of-I-Corps-1914-Paperback/p/6679




Wednesday, November 3, 2021

The Fall of Berlin - Rare Photographs from Wartime Archives di Ian Baxter

 Il libro di oggi, della prolifica serie edita da Pen&Sword "Images of War", ci porta a scoprire una delle battaglie definitive della Seconda Guerra Mondiale, la Battaglia di Berlino. L'autore è Ian Baxter, storico della Seconda Guerra Mondiale, e sebbene la parte testuale sia, sebbene corta, molto curata come in tutte le opere di Baxter, l'enfasi va ovviamente sulle foto. Qui nonostante la scelta sia di andare sulle foto più nitide e sulla "qualità" più che sulla quantità, mi preme fare alcune osservazioni. Non tutte le foto sono riferite alla Battaglia di Berlino, con molte che balzano all'occhio per la loro incongruenza, anche se va detto che le didascalie non affermano che quelle foto si riferiscano agli ultimi mesi, ma  servono più quale introduzione all'aspetto o alle tattiche di combattimento dell'uno o dell'altro esercito. A pagina 21 ad esempio nella foto superiore le truppe sovietiche ritratte sono evidentemente della prima parte della guerra, dato che la divisa e i gradi che poi furono in uso da gennaio 1943 sono caratterizzati dal ritorno al grado sulla spallina, come ai tempi dell'esercito zarista. L'attacco portato da carri Valentine di produzione britannica a pagina 52 (sempre foto in alto) fa anche parte di eventi precedenti all'avvicinamento delle forze sovietiche a Berlino. A pagina 70 la didascalia illustra l'insegnamento all'uso di un Panzerfaust, ma le truppe in foto sono ovviamente finlandesi, e questo, in un libro su Berlino potrebbe iniziare ad annoiare il lettore. Tuttavia va detto che in nessuna foto la didascalia è sbagliata, quindi la scelta dell'autore di includere foto che non c'entrano nulla col tema, ma che illustrano gli armamenti è assolutamente voluta. Nessuno qui crede che Baxter non sappia distinguere un soldato finlandese da uno tedesco, sia chiaro. 

La seconda parte del libro , quella che verte sui combattimenti urbani di Berlino, è più "sul pezzo" visto che le foto sono abbastanza conosciute, ma allo stesso tempo iconiche e non potevano essere escluse. 

Le descrizioni dei combattimenti precedenti però fanno luce, con l'ottimo riassunto di Baxter, sull'immane dispendio di uomini di entrambe le parti nei mesi finali della guerra, con battaglie che mieterono più vittime di molte delle battaglie a occidente tra alleati e tedeschi. La battaglia di Halbe , che credo conoscano in pochi anche tra gli esperti,ne è un esempio. Anche i movimenti delle truppe, con le "armate" di Hitler, ormai ridotte all'osso , sono ben descritti da Baxter. Ecco, forse avrei preferito più parte testuale e magari qualche mappa in più piuttosto che alcune foto, ma non si può ottenere tutto. 

Che dire di più? Non uno dei migliori "Images of War" da un punto di vista iconografico, certamente l'ultima battaglia della guerra in Europa avrebbe meritato un testo meno "svogliato" nella realizzazione in cui Baxter non mette tutta la sua capacità. Tuttavia è un punto di partenza per approfondire quei grandi scontri che portarono le armate sovietiche alle porte di Berlino e che segnarono la storia di quei luoghi per più di 40 anni. 

Un grazie di cuore a Pen&Sword per avermi fornito il libro per la recensione.


Titolo: The Fall of Berlin - Rare Photographs from Wartime Archives 

Autore: Ian Baxter

Pagine: 128

Link: https://www.pen-and-sword.co.uk/The-Fall-of-Berlin-Paperback/p/16750


















Thursday, October 28, 2021

Airborne Landing to Air Assault - A History of Military Parachuting di Nikolaos Theotokis

 Il libro di oggi, scritto da Nikolaos Thoetokis, giornalista greco ed ex paracadutista è un ottimo punto di partenza per conoscere le forze aviotrasportate di tutto il mondo. Partendo dalla passione e dal suo trascorso militare, figlio di quella "fratellanza" tra paracadutisti, che unisce ogni "fante dell'aria" o semplice appassionato, Theotokis aggiunge una notevole dote di sintesi senza però tralasciare dettagli importanti nel raccontare la genesi delle forze paracadutiste di tutti i paesi. 

Il libro, edito da Pen&Sword , in poco più di 300 pagine riesce a riassumere l'esordio e le esperienze militari di ogni forza aviotrasportata che sia stata creata, partendo proprio dai 4 paesi pionieri, ovvero URSS, Italia, Francia e Stati Uniti. A questi quattro paesi è dedicato il capitolo secondo, dopo quella che è una breve ma necessaria introduzione al paracadutismo come impiego militare. Seguono due capitoli che trattano delle forze paracadutiste che per prime hanno dimostrato come un attacco dall'aria potesse essere decisivo e non più uno strano esperimento militare, stiamo parlando dei Fallschirmjager che videro il loro momento di gloria nella Campagna del 1940 con la presa del forte belga di Eben Emael ma che trovarono un tragico epilogo nell'assalto a Creta del maggio 1941, non venendo più impiegati in massa. L'altra forza è ovviamente quella dei Paracadutisti britannici che si distinsero in varie operazioni speciali, sino all'impiego massiccio in diverse operazioni tra cui la Sicilia, il D-Day, Arnhem. 

A queste operazioni è dedicato il capitolo 6 e 7 , mentre nel 5 vengono esaminati i paracadutisti di paesi quali Belgio, Polonia, Grecia, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa, ovviamente inquadrati nelle forze alleate. Nel capitolo 9 ci spostiamo nel Pacifico con l'esame di forze aviotrasportate impiegate nella Campagna di Birmania o nella Riconquista delle Filippine. 

Il capitolo 10 esamina invece le varie forze speciali e il loro impiego, come i SAS, i "Jedburgh Teams", la famosa "Brigata del Diavolo" (protagonista di un film degli anni '60) , o cambiando schieramento le forze speciali paracadutiste delle SS tedesche. 

Il capitolo 11 è particolare perchè invece descrive alcune esperienze di impiego del paracadute da parte di piloti di aereo abbattuti. Il capitolo risulta interessante sebbene forse non molto attinente con il tema del libro.

Il capitolo 12 elenca altre forze paracadutistiche non impiegate nella Seconda Guerra Mondiale ma la cui genesi si può inserire in quel periodo. 

Nel capitolo 13 invece l'autore inizia a trattare le operazioni aviotrasportate posteriori al 1945, con un particolare sotto capitolo interessante che riguarda i piloti, o meglio il pilota, che si eiettò dall'Aero spia U2 nel 1961. Tuttavia forse la parte più consistente del capitolo è quella dedicata alla Guerra d'Indocina, dove i francesi fecero spesso uso di paracadutisti, entrando nel mito con la Battaglia di Dien Bien Phu nel 1954.

Due capitoli a parte (14 e 16) sono dedicati a quelli che furono i grandi conflitti degli anni post 1945, ovvero le Guerre Arabo Israeliane, quelle tra India e Pakistan (cap. 14) e il Vietnam (16).

Nel capitolo 15 si esaminano altre operazioni minori di forze paracadutiste di tutto il mondo, come ad esempio il salto a Kolwezi nel 1978 di forze francesi e belghe per la liberazione di alcune centinaia di ostaggi. 

Con il capitolo 17, si arriva fino ai giorni nostri, con l'ultima operazione descritta, quella in Mali nel 2018.

Il libro, a poco più di 300 pagine è un ottimo punto di partenza per conoscere tutte le forze aviotrasportate del mondo. Ovviamente, grande enfasi è data alla Seconda Guerra Mondiale, che occupa la metà del libro, ma se le operazioni di quella guerra sono abbastanza conosciute, avendo ricevuto grandissima copertura in fatto di libri e film, poco a volte si sa su quello che è successo dopo, con un impiego non più di massa, ma mirato, di questa arma. E' proprio in questo modo che il libro riesce ad appassionare, per la meticolosa ricerca di Theotokis , dimostrata dalla vastissima bibliografia consultata (e che può tornare utile al lettore). Un libro che , in definitiva, non può non interessare e che sarà utile a chiunque chi voglia conoscere l'impiego delle forze aviotrasportate di tutto il mondo dagli esordi agli inizi del 1900 fino ai nostri giorni.

Un grazie di cuore a Pen&Sword per avermi fornito il libro per la recensione.

Titolo: Airborne Landing to Air Assault - A History of Military Parachuting 

Autore: Nikolaos Theotokis

Pagine: 304

Link: https://www.pen-and-sword.co.uk/Airborne-Landing-to-Air-Assault-Hardback/p/17873



Wednesday, October 27, 2021

In the Hell of the Eastern Front - The fate of a young soldier during the fighting in Russia in WW2 di Arno Sauer

 A 76 anni dagli eventi che posero fino al più tragico e sanguinoso conflitto della storia dell'uomo , la Seconda Guerra Mondiale, i reduci stanno velocemente diminuendo. Purtroppo con essi va via la loro unica visuale su quello che fu quel terribile conflitto, quindi è un bene che chiunque raccolga quelle memorie per tramandarle ai posteri. In questo caso siamo di fronte a quella che fu l'esperienza di combattimento di Fritz Sauer nella 132a Divisione Tedesca sul Fronte Russo (nella zona di Leningrado) e in seguito, dopo la sua terribile ferita, in altre unità. A curare il libro e le memorie per la casa editrice Frontline è suo figlio Arno, che così ci regala una esperienza unica traducendo in lettere quello che fu il diario di suo padre degli eventi trascorsi e integrandolo con preziose aggiunte riguardanti la situazione generale. 

Il libro, che si inserisce pienamente nel filone della memorialistica tedesca di guerra, ci racconta tutta la vita di Sauer, che nato a Bassenheim, vicino Coblenza in Renania, conobbe tutta la tipica trafila di un giovane richiamato nella Wehrmacht, con il suo apprendistato nella RAD e in seguito fu assegnato alla 132a Divisione sul fronte dell'estremo nord vicino Leningrado. 

La sua esperienza di combattimento alquanto tipica, però tradisce la sensibilità estrema di un giovane uomo legato fortemente a principi religiosi e tradizionali. Sauer è un uomo buono chiamato, insieme ai suoi 3 fratelli a servire la Patria in una guerra che lui non avrebbe mai voluto combattere. I principi di cameratismo forgiati durante l'addestramento però gli fanno dare tutto per i suoi commilitoni e per la sua unità fino al ferimento che lo fa rientrare in patria per una lunga degenza. Al suo ritorno la guerra ha già preso una piega definitiva verso la sconfitta delle forze dell'Asse e il tracollo appare vicinissimo tanto da raggiungere Sauer che viene destinato, nonostante la sua ferita, ad un'unità caccia carri. 

Il racconto della sua odissea nell'ultima parte della sua guerra è forse la parte più umana e interessante del libro, con gli incontri che fece in quelle ultime settimane confuse del suo ritorno a casa. 

Il libro, edito da Frontline, purtroppo non ha appendici fotografiche, così da lasciar immaginare solamente il nostro soldato, la cui professione di barbiere gli fa ottenere insperati vantaggi. Non voglio aggiungere di più per non rovinare la sorpresa al lettore che troverà, come ho fatto io, il libro di estremo interesse, sebbene descriva la semplice esperienza di un soldato semplice in un'unità della Wehrmacht. In un tempo in cui i veterani ci stanno tutti lasciando questo non è poco, e il mio consiglio è di leggere queste belle memorie pensando a quanto siamo fortunati a non dover vivere più tali esperienze. 

Un grazie di cuore a Frontline Books per avermi fornito il libro per la recensione.

Titolo: In the Hell of the Eastern Front - The fate of a young soldier during the fighting in Russia in WW2

Autore: Arno Sauer

Pagine: 192

Link: https://www.pen-and-sword.co.uk/In-the-Hell-of-the-Eastern-Front-Paperback/p/20204




Sunday, October 17, 2021

North American Aviation P-51 Mustang di Robert Jackson


"P51 Mustang ! La Cadillac del cielo!!!" , questa la frase iconica pronunciata da un giovanissimo Christian Bale nel bel film di Steven Spielberg, "L'Impero del Sole". Credo che forse nessun aereo nella storia (ad eccezione dell'F14 in Top Gun ) abbia ricevuto una presentazione e una pubblicità così bella come nella scena del film in questione. 

Perchè questa introduzione è chiaro, il libro di oggi, della serie Flight Craft edita Pen & Sword Aviation ci porta a conoscere la genesi e la storia di questo bellissimo aereo che ebbe esordi credo ai più sconosciuti. Infatti nacque dalle richieste di un aereo da parte della RAF alla North American Aviation statunitense, fu concepito come aereo d'attacco al suolo (che sostituisse i P40) ma ebbe la sua fortuna e fu conosciuto come un ottimo caccia. Anche la sua silhouette cambiò tra le varie versioni prodotte con il Mustang che conosciamo (P51 K) e che è diventato iconico arrivato solo dopo diverse versioni (in parte molto somiglianti al Bf109 tanto da causare spesso casi di fuoco amico). 

Il libro, di 96 pagine, è scritto da Robert Jackson e contiene una grande quantità di foto, come è tipico di questa serie. La parte centrale è dedicata ai profili dell'aereo partendo dalle prime versioni della RAF e arrivando ai famosi P51 argentati dell'USAAF. La caratteristica della serie FlightCraft, così come quella delle serie gemelle (TankCraft, LandCraft, ShipCraft e CarCraft) è l'attenzione verso il modellista. In questo caso dopo la sezione profili abbiamo l'esame di tutti i P51 (di tutte le versioni) prodotte dal mercato modellistico , dalle origini ad oggi. Ovviamente i primi modelli , sia per la tecnica , sia per i materiali non erano lo stato dell'arte, ma oggi si possono trovare modellini che riproducono perfettamente il nostro Mustang. Sono esaminate le varie scale 1/72,  1/48, 1/32. I modelli presenti, commentati con l'attenzione del modellista, evidenziando pregi e difetti sono 18. Sono presenti le foto dei modelli assemblati e dipinti come è tipico di questa serie. Non vengono esaminati separatamente kit i modifica come nelle serie tipo TankCraft. 

Il libro si presenta quindi come un'ottima guida per lo storico e per il modellista. Se la parte operativa della storia dell'aereo è abbastanza breve (e non potrebbe essere altrimenti visto il grande utilizzo e diffusione dell'aereo) , quella della genesi dell'aereo è estremamente interessante. Tuttavia il punto più importante è la sezione dedicata ai modelli che non può non far venire voglia di comprare il proprio kit e cimentarsi con il montaggio e la colorazione! In questo caso il Mustang rappresenta un'icona che, nelle sue varie versioni, e soprattutto in quella di caccia di scorta ai bombardieri americani sul fronte europeo e del Pacifico , si guadagnò, con merito, il soprannome di "Cadillac dei cieli". 

Un grazie di cuore a Pen&Sword per avermi fornito il libro per la recensione. 


Titolo: North American Aviation P-51 Mustang 


Autore: Robert Jackson

Pagine: 96

Link: https://www.pen-and-sword.co.uk/Flight-Craft-19-North-American-Aviation-P-51-Mustang-Paperback/p/16746




















Thursday, September 23, 2021

Battlecruiser Repulse - Detailed in the Original Builders' Plans di John Roberts

 Il libro di oggi fa parte della serie "as detailed in the Original Builders' Plans" della casa editrice dedicata a temi navali Seaforth Publishing. Lo scopo di questa serie è quella di far conoscere i piani di costruzione di tutta una serie di navi della Royal Navy (e non solo) custoditi al National Maritime Museum di Greenwich. Questo offre all'appassionato un punto di vista differente sulla nave (o la classe di navi) che viene trattata in ogni volume. Certamente non è una storia operativa della nave, ne' descrive l'esperienza umana del suo equipaggio o è una memoria dei suoi comandanti, ma contribuisce a dare una visione estremamente interessante delle soluzioni utilizzate per costruirla e quindi per guidare il lettore in un'esperienza non certo meno valida che leggendo una storia o delle memorie.

La protagonista di questo volume, ad opera di John Roberts, è la sfortunata nave , un Incrociatore da battaglia, HMS Repulse, della Classe Renown. Questa nave, passata alla storia per essere stata affondata insieme alla Corazzata Prince of Wales nello sfortunato episodio con cui fu distrutta la "Forza Z", il 10 dicembre 1941 nel Mar della Cina Meridionale, ebbe una storia di costruzione abbastanza travagliata. 

Varata in tempo per prendere parte alla Grande Guerra, ma non essendo pronta in tempo per la Battaglia dello Jutland , dopo aver partecipato alla Seconda Battaglia di Helgoland andò incontro a una serie di modifiche per rinforzarne la corazzatura e aggiungere alcuni particolari, soprattutto di ammodernamento dell'equipaggiamento. Questo fu solo il primo dei vari ammodernamenti tanto che scherzosamente i marinai presero a chiamarla HMS Repair (e allo stesso modo la Renown fu conosciuta come "Refit") . 

Nell'ambito del nostro libro questo primo ammodernamento ha la sua descrizione a pagina 60 con il primo ammodernamento avvenuto tra il 1918 e il 1921. Un secondo più profondo ammodernamento si ha negli anni '30, tra il 1933 e il 1936 , che aggiunse tutta una serie di modifiche soprattutto per nuove esigenze tecnologiche , come il rafforzamento del ponte corazzato già avvenuto precedentemente e l'aggiunta di catapulte per aerei (dapprima Shark, poi Swordfish e Walrus). Inoltre la maggior pericolosità degli aerei e la tecnologia avanzata della guerra aeronavale videro l'aggiunta di diversi pezzi anti aerei. 

Questa evoluzione della nave è apprezzata grazie alla meticolosa descrizione di ogni sezione. Questa particolarità della serie fa comprendere molte delle soluzioni ingegneristiche in una nave di questo tipo e stazza. Come scritto la sua genesi e la sua vita operativa furono certo travagliate ma la nave è bellissima da vedere , e con i piani di costruzione si apprezza la potenza che poteva produrre in termine di fuoco e velocità. La sua fine (che portò con se' quasi 500 marinai) fu dovuta all'assenza di copertura aerea, quando insieme alla Prince of Wales fu attaccata da 86 aerei giapponesi. Tuttavia per la storia operativa si rimanda ad altri testi, nel nostro libro di oggi possiamo solo ammirare, attraverso diverse fasi di costruzione e ammodernamento il temibile Incrociatore da Battaglia oggi adagiato sul fondo a largo della Malesia. 

Un grazie di cuore a Seaforth Publishing per avermi fornito il libro per la recensione. 


Titolo: Battlecruiser Repulse - Detailed in the Original Builders' Plans 

Autore: John Roberts

Pagine: 160

Link: https://www.pen-and-sword.co.uk/Battlecruiser-Repulse-Hardback/p/16350



















Saturday, September 18, 2021

Leopard 2 - NATO's First Line of Defence, 1979–2020 di David Grummitt

 Il Leopard 2 è senza dubbio uno dei carri più potenti e avanzati tecnologicamente al mondo. Il libro che vi presento oggi, facente parte della serie "Tank Craft" edita da Pen&Sword è dedicato a questo mostro su cingoli che da più di 40 anni è in servizio presso gli eserciti di vari paesi. 

La creazione di una nuova arma corazzata tedesca si avvalse dell'esperienza dei progettisti veterani della Seconda Guerra Mondiale, tanto che non passò molto che la flotta di carri armati di produzione americana in servizio presso la Bundeswehr fosse dapprima affiancata e poi soppiantata dal carro Leopard. 

Il Leopard, creazione europea (fu prodotto anche in Italia) fu un ottimo carro armato, ma l'avvento di una nuova generazione di carri sovietici vide la progettazione di un carro ancora più potente. 

David Grummitt , storico e modellista, ci guida alla scoperta di questo potente veicolo grazie al numero 28 della Serie Tank Craft, una serie che come sapete se seguite assiduamente questo blog, cerca di mediare tra la storia tecnica dei vari veicoli corazzati e l'attenzione verso il modellista che li ricrea partendo dai modelli presenti sul mercato. 

E' proprio questa la particolarità della serie, che è mirata allo storico, all'appassionato e al modellista. Il Leopard 2 che ha avuto (e avrà) una vita operativa lunghissima, ha conosciuto molte versioni. Tra il carro squadrato delle origini e lo sfuggente profilo di oggi nelle versioni più avanzate, è difficile anche solo riconoscere lo stesso mezzo. Molti sono gli utilizzatori a partire dai tedeschi, che si sono affidati a questo efficiente mezzo. Molte le varianti come detto, non ultime quelle specialistiche e le nuove , modificate appunto per un nuovo tipo di guerra, quella in cui si sono trovati i Leopard 2 in Afghanistan con la costante minaccia di esplosivi e trappole che hanno visto rafforzare soprattutto la parte inferiore del carro armato. 

Grummitt tratta nel suo libro ogni sviluppo fino al 2019, descrivendo ogni versione e cntribuendo, da ottimo modellista qual è, anche alla sezione dei mezzi montati. Una galleria fotografica che comprende 6 modelli in scala 1/35 di varie versioni, di cui 2 proprio realizzati dall'autore.

La parte centrale del testo racchiude i vari profili di questo veicolo, nelle sue varie versioni e nazionalità. Il mezzo è utilizzato da Germania, Canada, Danimarca, Spagna, Grecia, Turchia, Finlandia, Polonia, Austria, Olanda, Norvegia, Svezia, Svizzera , segno che il carro Leopard 2 è molto apprezzato. Il suo impiego operativo anche costituisce una sezione del libro, con particolare attenzione all'impiego in Afghanistan e alla "sfortunata" esperienza dei Lepoard turchi nell'invasione del Nord della Siria , accaduta di recente. 

La parte dedicata al modellista si avvale, oltre che della già citata sezione riguardanti i kit assemblati e dipinti da modellisti professionisti, anche delle recensioni dei vari kit sul mercato, in scala 1/35, 1/72 ed anche di alcuni modelli in scala 1/16 e 1/48. La scelta tra i vari modelli è enorme, e se si aggiungono i vari kit di modifica di alcune case produttrici minori, la possibilità di realizzare modelli iperrealistici e simili alle varie versioni dei carri Leopard 2 è molto alta. 

Che dire di più? David Grummitt aggiunge alla serie Tank Craft un altro volume di altissima qualità che descrive uno dei carri più potenti ed affidabili del mondo moderno.

Un grazie di cuore a Pen&Sword per avermi fornito il libro per la recensione. 

Titolo: Leopard 2 - NATO's First Line of Defence, 1979–2020 

Autore: David Grummitt

Pagine: 64

Link: https://www.pen-and-sword.co.uk/Tank-Craft-28-Leopard-2-Paperback/p/17770