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Sunday, March 27, 2022

La Battaglia del Golfo di Leyte di Donald MacIntyre

 Il libro di oggi è un classico della storiografia navale. "Leyte Gulf , armada in the Pacific" dello storico e veterano della Royal Navy Donald MacIntyre ha la semplicità narrativa del libro di una volta racconta le vicende di una delle ultime grandi battaglie navali della Seconda Guerra Mondiale. La Battaglia del Golfo di Leyte è infatti una serie di azioni navali che vide la distruzione delle ultime forze di superficie della Marina Imperiale Giapponese capaci di impensierire lo schiacciasassi della US Navy. 

La versione italiana del libro presenta una interessante introduzione del famoso storico navale Giorgio Giorgerini. Il prologo invece descrive bene come si arrivò allo scontro nel mare vicino le isole delle Filippine, punto nevralgico della strategia voluta e imposta dal Generale MacArthur e dalla sua promessa fatta due anni prima al popolo filippino "Ritornerò". 

Questa strategia che allungava la guerra ma che privava il Giappone del materiale primario e dei rifornimenti per la prosecuzione della guerra proveniente dal Pacifico sud occidentale, fu contrastata dalle forze imperiali giapponesi con l'impiego delle ultime riserve di superficie , al punto da caratterizzare questa battaglia come la più grande battaglia combattuta in ambito navale (per tonnellaggio complessivo) e aereonavale. Ma la caratteristica peculiare è che in essa vi furono alcune azioni di notevole interesse , non ultima l'impiego per la prima volta dei Kamikaze. 











Ad apparire immediatamente al lettore è la grandezza complessiva delle forze navali statunitensi , che venivano ormai caratterizzate dalla centralità della portaerei come fulcro di ogni flotta. Nel libro ogni azione merita un capitolo, che potrebbe forse sembrare in realtà breve ma che è abbastanza esaustivo. Il libro infatti è un'ottima introduzione alla battaglia sebbene quest'anno abbia compiuto ben 50 anni dalla sua uscita. Nelle prossime settimane resterò su questa battaglia recensendo due libri che la riguardano ovvero "The Last Stand of the Tin Can Sailors" (Graphic novel tratta dal libro di Hornfischer) riguardante l'eroica difesa delle portaerei al largo di Samar da parte dell'unità USA Taffy 3 e un bel libro riguardante i Kamikaze (Adrian Stewart) che ovviamente ne descrive il battesimo del fuoco ma anche l'impiego successivo. 

Tornando al libro , ognuna delle varie fasi della battaglia, è descritta con ottime mappe che narrano la tattica adottata dalle forze giapponesi per attirare nel tranello l'Ammiraglio "Bull" Halsey, portandolo lontano dalla testa di sbarco nel Golfo di Leyte. Lì le truppe appena sbarcate nelle Filippine sarebbero state vulnerabili all'attacco del grosso delle forze giapponesi provenienti da occidente. Fu proprio il sacrificio di Taffy 3 o meglio delle sue unità di scorta "Tin Can Sailors", marinai su barattoli di latta che diede una svolta e spinse l'Ammiraglio Kurita con la potente nave da battaglia Yamato a invertire la rotta e tornare verso occidente salvando solo parte della forza di attacco. Questo evento lo descriverò meglio nella futura recensione di "The Last Stand of theTin Can Soldiers" che recensirò a breve.

Che dire di più? La Battaglia del Golfo di Leyte mise in luce tutte le caratteristiche tipiche dei comandanti statunitensi e giapponesi, su tutte l'impulsività di Halsey , il coraggio di Sprague (comandante di Taffy 3), il realismo di Kurita. Tuttavia se lo stesso Kurita avesse avuto maggior coraggio forse il piano Sho-Go 1 avrebbe avuto successo, ritardando la fine della guerra o almeno infliggendo pesanti perdite e un serio problema per McArthur e per Halsey.  Il libro di McIntyre è estremamente piacevole e anche se fuori stampa è facilmente reperibile sul mercato dell'usato. 


Titolo: La Battaglia del Golfo di Leyte 

Autore: Donald MacIntyre

Pagine: 160



Wednesday, March 16, 2022

Helping Stop Hitler's Luftwaffe - The Memoirs of a Pilot Involved in the Development of Radar Interception, Vital in the Battle of Britain di Air Marshal Sir Arthur McDonald KCB, AFC, FRAeS, DL

 Una delle armi vincenti delle forze armate britanniche e della RAF per vincere la Battaglia d'Inghilterra fu certamente l'invenzione del radar. L'apparecchiatura per intercettare gli aereoplani nemici, diretti a bombardare gli obiettivi in Inghilterra, permise di raddrizzare le sorti di una guerra iniziata con l'evacuazione della Francia, e con la quasi distruzione dell'esercito a Dunkirk. Il libro che vi presento oggi, le memorie raccolte dal Maresciallo dell'Aria  Arthur McDonald, edite da Pen&Sword, permettono un punto di vista privilegiato, personale ed altamente godibile su vari aspetti dello sviluppo di quell'arma, in primis l'esperimento di Biggin Hill. Ma va detto che come spesso capita con le memorie c'è una sorta di nonchalance con cui si parla del proprio lavoro, essenziale per quella che fu una battaglia di capitale importanza per l'esito finale della guerra. 

Arthur McDonald è prima di tutto figlio di un impero, forse al tramonto ma comunque ancor potentissimo. Nato in SudAfrica e avendo vissuto nelle Indie Occidentali la sua infanzia, Arthur è infatti il prodotto di una famiglia benestante, ma che si trova anch'essa in un avamposto dell'impero che ormai ha i suoi anni migliori alle spalle. I racconti di quell'isola, Antigua, dove è cresciuto, sono molto piacevoli. Sin da giovane grazie alla sua esperienza in una raffineria di zucchero, impara a conoscere i motori. Questo lo aiuterà nella scelta della sua futura professione. Infatti la RAF, creata da poco con la fusione dell' Royal Flying Corps e del Royal Naval Air Service, si trova ancora nell'immediato dopoguerra (dopo la Grande Guerra) in una fase pionieristica e spensierata. Ho trovato estremamente divertenti i suoi racconti riguardanti i veterani di quel servizio nel quale iniziava a volare, con Arthur McDonald e i suoi compagni a fare esperienza su vari modelli di aeroplano. Il libro, va detto, alla fine risulta abbastanza fornito di vari appendici che riguardano molti argomenti (c'è anche il resoconto di una battaglia delle guerre con la Francia alla fine del '700, scritta da un antenato di McDonald) tra cui risulta, visivamente molto utile quella che riguarda tutti gli aerei citati dall'autore. 

Un'altra parte importante del libro, sicuramente una parte importantissima della vita dell'autore è dedicata alla vela, passione e competizione per tutta l'esistenza di Sir Arthur. Insieme alla moglie Mary, appassionata sostenitrice e compagna anche nelle vicende veliche, egli è protagonista di svariate vittorie in diverse competizioni partecipando anche alle olimpiadi del 1948. 

Ma è ovvio che come dice il titolo, l'attenzione maggiore è posta su svariate innovazioni e intuizioni, dall'esperimento di Biggin Hill , citato più sopra sino al "invisible flare path" a Duxford. Il primo fu infatti il primo esperimento che portò all'intercettazione di un aereo civile da parte di una pattuglia della RAF, andando così a dimostrare la bontà del RADAR. Il secondo fu invece il metodo che consentiva agli aerei di atterrare in un aeroporto oscurato in tutta sicurezza. Un altro esperimento è stato quello di Dowding, che smentì molte delle teorie sui bombardieri in voga tra le due guerre. In tutte queste esperienze McDonald porta il suo punto di vista, ma anche l'invenzione di una speciale luce per guidare gli aerei nell'atterraggio. 

La vita di Arthur McDonald è stata estremamente varia, tra volo, vela, viaggi dovuti ai suoi incarichi che lo porteranno anche ad essere l'ultimo comandante occidentale della RPAF, la Royal Pakistan Air Force, dal 1955 al 57 a cui sono dedicati gli ultimi capitoli e una interessante appendice con scambi epistolari della moglie Mary. 

Il libro di memorie risulta estremamente interessante, andando a descrivere sicuramente la vita e carriera di un uomo che ha dato molto alla RAF. Sir Arhur McDonald ha attraversato diverse epoche, dai tempi pionieristici della prima RAF, con un'abbondanza di aerei (costruiti in enorme quantità per lo sforzo bellico e poi accatastati nei depositi) e uno spirito bohemienne, fino alla guerra terribile cui contribuì con le sue intuizioni e con il lavoro per creare nuove soluzioni e sperimentazioni. La sua carriera lo porta sicuramente a delle vette che non credo avrebbe mai immaginato quando partì da Antigua per arruolarsi nella neonata RAF. Ma come spesso molte memorie di guerra risaltano anche le altre passioni dell'uomo McDonald , ovvero quella per la vela, compagna di una vita insieme all'amata moglie Mary. Il libro quindi è appassionante e chiarifica molte cose riguardanti gli anni tra le due guerre e la creazione di una RAF che si oppose e vinse lo scontro con la temibile Luftwaffe di Hitler. 

Un grazie di cuore a Pen&Sword per aver fornito il libro per la recensione.


Titolo: Helping Stop Hitler's Luftwaffe - The Memoirs of a Pilot Involved in the Development of Radar Interception, Vital in the Battle of Britain 

Autore: Air Marshal Sir Arthur McDonald KCB, AFC, FRAeS, DL

Pagine: 286

Link: https://www.pen-and-sword.co.uk/Helping-Stop-Hitlers-Luftwaffe-Hardback/p/17740


















Wednesday, March 2, 2022

Dark Horse - General Larry O. Spencer and His Journey from the Horseshoe to the Pentagon di General Larry O. Spencer, USAF (Ret.)

 Il libro di oggi riguarda l'avventura militare e umana di una figura a cui va tutta la mia ammirazione, il generale dell'USAF Larry O. Spencer, che da Horseshoe, un quartiere di Washington D.C. dove crebbe in tempi in cui esisteva ancora qualcosa di terribile ed ingiusto come la segregazione razziale riuscì ad arrivare ai vertici dell'aviazione militare. Il libro, scritto dallo stesso Spencer e edito da Naval Institute Press, il ramo editoriale facente capo alla US Navy è una autobiografia un po' inconsueta di un percorso militare certamente inconsueto. Larry Spencer è infatti il primo generale a 4 stelle afroamericano che non proviene da reparti combattenti, essendo invece un tecnico estremamente esperto nella contabilità. Ma questo non vuol dire che nella sua vita non abbia lottato, innanzitutto contro i pregiudizi ancora radicati nel suo paese. Sicuramente la sua famiglia ha contato nella sua educazione e formazione, con un padre militare veterano e mutilato della Guerra di Corea ed un nonno veterano della Grande Guerra. Allo stesso modo anche altri membri della sua famiglia come la madre, che lottò per i diritti civili , hanno impresso nella vita del Gen. Spencer un modello verso il quale tendere.  

Tutto questo fa si che la vita di Spencer risulti estremamente interessante per il lettore, dato che assistiamo alla carriera di un militare che ha dovuto superare pregiudizi ancora certamente vivi e diffusi nel tempo in cui entrò come aviere nell'USAF. Sono infatti i primi anni '70 e i suoi racconti sono pieni di quegli spiacevoli episodi di razzismo, che ricorreranno però anche nel prosieguo della sua vita e carriera, quando diventerà ufficiale. Tuttavia il suo cammino è anche segnato da ufficiali che lo aiutarono capendo le sue doti molto peculiari di ottimo organizzatore, tanto da ottenere promozioni record come ricompensa per il suo duro lavoro nel campo della contabilità e dell'ottimizzazione delle risorse. La sua famiglia lo ha sostenuto nei frequenti spostamenti per le basi di tutti gli USA e la moglie Ora, pilastro indiscutibile della sua famiglia. Spencer non dimentica mai il ruolo della famiglia nella sua narrazione, a tal punto che sua moglie ottenne il Joan Orr Award come moglie migliore di un membro dell'aviazione USAF. Un particolare episodio mi ha colpito nella lettura, ovvero quando un membro delle forze dell'ordine gli fece presente, a lui in borghese, che non poteva parcheggiare in un posto avanti al Pentagono perchè riservato ad un Generale a 4 Stelle, cosa che lui già era. Il poliziotto era afroamericano, così che certe volte il pregiudizio possa essere radicato in persone anche della stessa razza. E' un piccolo episodio , raccontato con garbo ed eleganza da Spencer, che dimostra come ancora ci sia molta strada da fare. 

Il libro risulta, come detto, una biografia inconsueta, di una persona che è riuscita a partire da origini molto umili e svantaggiate fino ad arrivare al ruolo di Vice Capo di Stato Maggiore dell'USAF, investendo su valori quali la gentilezza, che appare visibile in tutto il libro, la famiglia, che lo supporta attraverso l'amata moglie Ora ed i figli , l'intelligenza e la competenza che gli sono valsi tutto quanto guadagnato. E tutto questo contro un ambiente che si è certamente evoluto ma che all'inizio presentava enormi svantaggi. Una parabola di vita che può insegnare molto a tanti , nel Black History Month appena concluso. 

Un grazie di cuore a Naval Institute Press per avermi fornito il libro per la recensione.


Titolo: Dark Horse - General Larry O. Spencer and His Journey from the Horseshoe to the Pentagon

 Autore: General Larry O. Spencer, USAF (Ret.)

Pagine: 182

Link: https://www.usni.org/press/books/dark-horse