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Sunday, October 20, 2019

Napoleon's Imperial Guard Uniforms and Equipment - The Cavalry di Paul L. Dawson

Dopo il primo volume dedicato alla fanteria della Guardia Imperiale (recensito qui: https://oldbarbedwire.blogspot.com/2019/07/napoleons-imperial-guard-uniforms-and.html ) Francese non poteva mancare il secondo volume dedicato ai reggimenti di cavalleria di questo prestigioso e mitico corpo delle Guerre Napoleoniche. Paul L. Dawson ci regala un altro libro che diventerà un compagno inseparabile per indagare le vicende della Guardia dal punto di vista delle uniformi e della logistica. Attingendo dagli archivi stessi, egli ricostruisce la vita di questi reggimenti che componevano la Guardia. Nati da quelli che erano i reggimenti che emersero dalle vicende della Rivoluzione, si può tracciare la loro origine a tre distinti corpi : le Guardes de la Prèvotè Hotel, che mutarono nome con i vari cambi di governo post rivoluzionario sino ad essere denominate Garde Du Corps Legislatif  che erano in numero di 1200, da dei soldati scelti dal Direttorio come guardie a difesa dei membri stessi di quell'organo di governo, e dalle Guide di Napoleone, formate nel 1796 in Italia da Napoleone. Come nel precedente libro abbiamo visto un'espansione dei reggimenti e battaglioni di fanteria, man mano che si andava avanti nel tempo, anche qui si assiste ad un progressivo aumento delle forze di cavalleria. Facevano parte infatti delle originali truppe formanti la cavalleria della Guardia dapprima i Granatieri a Cavallo e gli Chasseurs , a cui si aggiunsero col tempo i Mamelucchi della Guardia (truppe portate dall'Egitto quando Napoleone tornò da lì) e i Dragoni dell'Imperatrice, seguiti poi da Lancieri Polacchi e Olandesi, Lancieri Lituani e Tatari (nel 1812), infine Eclaireurs, Gendarmi d'Elite e i vari servizi come l'Artiglieria a Cavallo, il Treno d'Artiglieria, il treno dell'Equipaggiamento, i Gendarmes d'Ordonnance, più vari altri reggimenti collegati per questioni amministrative. Il lavoro di Dawson è estremamente dettagliato nel riportare le uniformi e i particolari di ogni reggimento. Il lavoro di archivio viene riportato attraverso dei capitoli dedicati ognuno ad un reggimento, con foto a colori dei capi di vestiario e di equipaggiamento sopravvissuti. Non mancano dipinti di personalità facenti parte dei vari reggimenti, e dove possibile le forniture dell'abbigliamento per ogni reggimento vengono seguite anno per anno elencando addirittura quanti capi per ogni indumento o oggetto in dotazione fossero presenti nei vari depositi. Il bonus di questo libro, come nel precedente, è dato da 6 bellissime riproduzioni dell'artista Keith Rocco (sebbene credo che le didascalie siano state confuse tra i primi tre dipinti). Abbiamo tutti i principali reggimenti della Guardia: Chasseurs, Dragoni, Granatieri, Mamelucchi, Lancieri Polacchi e Lancieri Olandesi. Che dire di più? Sia questo libro che quello dedicato alla Fanteria della Guardia Imperiale non possono mancare nella libreria di ogni appassionato di uniformi e di storia napoleonica. Il periodo che vide le uniformi sgargianti e caratteristiche per eccellenza, le Guerre Napoleoniche, non potevano essere rappresentate meglio che da questi due libri, e questo grazie alla ricerca e alla passione di Paul L. Dawson.
Un grazie di cuore a Frontline che mi ha concesso il libro per la recensione.

Titolo: Napoleon's Imperial Guard Uniforms and Equipment - The Cavalry
Autore: Paul L. Dawson
Pagine: 370
Link: https://www.pen-and-sword.co.uk/Napoleons-Imperial-Guard-Uniforms-and-Equipment-Hardback/p/16485






















Friday, October 18, 2019

M36/M36 B1 Tank Destroyer di David Doyle

La dottrina tattica delle forze corazzate americane prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale richiedeva che i corazzati non dovessero contrastare altri corazzati ma sfondare il fronte nemico. Ad aspettare i carri armati nemici provvedevano speciali unità definite cacciacarri e dotate di mezzi studiati appositamente. Questa dottrina si rivelò subito difettosa per mancanza di mezzi efficaci e di artiglierie potenti. Si erano utilizzati camion e halftrack in combinazioni poco efficienti fino all'arrivo del Cacciacarri M10, che montava una torretta aperta sullo scafo di uno Sherman M4A2. Tuttavia nel progressivo avanzamento tecnologico delle armi e delle protezioni dei mezzi corazzati nemici, anche l'M10 fu presto inefficace quando si trattava di affrontare i pesanti carri armati tedeschi. I britannici ovviarono montando sullo scafo dell'M10 il formidabile cannone da 17pdr usato anche sullo Sherman Firefly. Nel dopoguerra questo mezzo fu denominato Achilles. Gli americani invece ovviarono al problema montando sullo scafo dell'M10 un nuovo cannone da 90mm, il cannone più potente nell'arsenale americano e montato solo sui Pershing (che videro un uso limitato nelle settimane finali della guerra). Il mezzo così ottenuto fu denominato M36, mentre un nuovo veicolo denominato M36B1 era stato ottenuto montando la torretta dell'M36, invece che sul vecchio scafo dell'M10 su quello di uno Sherman M4A3. Esiste anche una versione diesel del mezzo che ricevette la denominazione M36B2, questi su scafo M10. Il libro di oggi, curato dall'ottimo esperto David Doyle ed edito da Pen&Sword per la prolifica serie "Images of War" ci porta a conoscere proprio la storia operativa e i particolari di questo longevo mezzo. Scrivo "longevo" perchè dopo essere stato accantonato dall'esercito statunitense, questo carro entrato in servizio nel 1944 verrà utilizzato fino alle soglie degli anni 2000 (sono presenti nel libro alcune foto che ritraggono due esemplari di M36B1 catturati in Iraq, carri che erano appartenuti alle forze iraniane). Il libro, diviso in due parti presenta una prima parte a sua volta divisa tra foto prese negli ultimi anni di guerra, con l'M36 in azione sopratutto in Germania, e foto attuali a colori dei particolari, che risulteranno molto utili agli eventuali modellisti. La seconda parte invece riguarda la versione M36B1, di cui sono presenti sia foto in bianco e nero fatte al tempo, sia foto di mezzi sopravvissuti. E' facile identificare un M36 rispetto al suo predecessore M10, dato che la forma della torretta, sebbene sempre a cielo aperto (problema a cui con diverse modifiche campali ovvieranno i membri degli equipaggi) tradisce la collocazione di un cannone di maggiore calibro, con una evidente protuberanza sul retro atta a fornire un contrappeso e a stivare 11 colpi per il cannone da 90mm. Come da prassi i libri di questa serie presentano ottime foto (e qui ne abbiamo anche molte a colori!) con delle dettagliatissime didascalie che forniscono informazioni preziose. Questo è un altro libro di David Doyle che non può mancare nella collezione degli appassionati di mezzi corazzati.
Un grazie di cuore a Pen&Sword per avermi fornito il libro per la recensione.

Titolo: M36/M36 B1 Tank Destroyer
Autore: David Doyle
Pagine: 121
Link: https://www.pen-and-sword.co.uk/M36M36B-1-Tank-Destroyer-Paperback/p/15813
Altri libri di David Doyle recensiti sul blog:
https://oldbarbedwire.blogspot.com/2019/05/m29-weasel-tracked-cargo-carrier.html
https://oldbarbedwire.blogspot.com/2019/05/m65-atomic-cannon-rare-photographs-from.html
https://oldbarbedwire.blogspot.com/2019/04/m7-priest-rare-photographs-from-wartime.html
https://oldbarbedwire.blogspot.com/2019/03/m1-abrams-rare-photographs-from-wartime.html

















Thursday, October 17, 2019

Britain's Island Fortresses - Defence of the Empire 1756-1956 di Bill Clements

L'Impero Britannico fu il più grande impero della storia recente. Le acquisizioni dell'India tra la metà del 18° secolo e la metà del 19° , quella del Canada con l'espulsione dei francesi durante la Guerra dei Sette Anni, e varie scoperte (su tutte l'Australia) lo resero tale, nonostante la dolorosa perdita della colonia che poi divennero gli Stati Uniti d'America. Il collegamento di tutte queste colonie era un problema nonostante la Royal Navy dominasse i mari per gran parte del periodo in questione, un problema che si fece più pressante quando la tecnologia trasformò la forza propulsiva delle navi dal vento al carbone. Questo richiedeva una serie di basi dove fare provviste oltre che di viveri anche di combustibile per le caldaie delle proprie flotte. In questo caso, una serie di "Isole Fortezza" assunsero un importanza enorme per ospitare le navi in transito, per interdire le vie di rifornimento nemiche, come fortezze galleggianti. Alcune erano già in possesso britannico da un'epoca precedente alla creazione dell'Impero, altre furono acquisite con conquiste, commercio, scoperta.
In questo bel libro edito da Pen&Sword e scritto da Bill Clements viene raccontata la storia di queste isole fortezza. Il libro, di 274 pagine, esamina 9 isole sparse per il mondo che funsero da baluardo dell' Impero Britannico. Esse sono:
Bermuda
Jamaica
Sant'Elena
Antigua e Santa Lucia
Ceylon
Mauritius
Isola di Ascensione
Singapore
Hong Kong
Dalla lista manca la fortezza Malta, ma, come scritto dall'autore, quell'isola piena di storia posta al centro del Mediterraneo merita un libro dedicato solo alle sue vicende.
Per ogni isola elencata in ogni capitolo viene tracciata la storia e i periodici ammodernamenti dovuti al progresso tecnologico delle navi e delle artiglierie poste sulle navi. Alcune isole presentano delle fortificazioni in origine molto antiche (come Jamaica dapprima spagnola e poi conquistata nel 1655), altre invece presentano una storia relativamente più recente come Singapore o Hong Kong. Alcune sono isole di una certa consistenza (sempre Jamaica), altre semplicemente degli isolotti (l'Isola di Ascensione posta in mezzo all'Atlantico). Alcune hanno avuto una storia particolare (Sant'Elena, ultima dimora di Napoleone ... e gli appassionati di storia di quel periodo riconosceranno molti nomi dai trascorsi degli ultimi anni dell'Empereur) altre drammatica (Hong Kong, che ancora oggi vive un periodo complicato) o tragica (Singapore, luogo della più grande resa militare nella storia britannica nel 1942). Le mappe sono rese in modo molto chiaro e così l'evoluzione dei vari ammodernamenti. E' presente una cospicua introduzione che descrive sia il progresso tecnologico che quello amministrativo delle varie fortezze sparse per il globo. Completa il libro una appendice molto utile che descrive tutte le tipologie (e sono tante!) di pezzi d'artiglieria montati nei vari forti collocati sulle varie isole.
Che dire di più? Alcune di queste isole non hanno conosciuto invasioni o battaglie, hanno avuto un periodo in cui erano al centro dello scacchiere geopolitico ma via via la loro importanza si è persa mentre altre isole acquistavano un peso più importante nella gestione dell'Impero. Tuttavia tutte sono state importanti nella logistica di gestione dei traffici marittimi e come tappe obbligate di ogni viaggio. E' importante conoscere la loro storia e questo libro è un modo estremamente valido per farlo.
Un grazie di cuore a Pen&Sword per avermi fornito il libro per la recensione.

Titolo: Britain's Island Fortresses - Defence of the Empire 1756-1956
Autore: Bill Clements
Pagine: 274
Link: https://www.pen-and-sword.co.uk/Britains-Island-Fortresses-Hardback/p/15795










Wednesday, October 16, 2019

Yorkshire VCs di Alan Withworth

Il libro che vi presento oggi tratta di un tema che già abbiamo affrontato in precedenti recensioni : la Victoria Cross. Questa decorazione dal nome e dalla fattura molto semplice, istituita sotto il regno della Regina Vittoria viene assegnata ai componenti delle varie armi dell'esercito britannico per atti di estremo valore compiuti di fronte al nemico. La sua estrema rarità nella concessione fa sì che tra le medaglie possa essere venduta anche a cifre molto alte. Come si può intuire questa medaglia ha dato luogo ad una copiosa pubblicazioni di testi che la riguardano e uno di questi è appunto il testo che vi presento " Yorkshire VC's" di Alan Withworth, già autore del precedente "VC's of the North - Cumbria, Durham and Northumberland (recensito qui: https://oldbarbedwire.blogspot.com/2019/09/vcs-of-north-cumbria-durham-and.html). In questo caso però il testo è tutto dedicato a questa contea piena di storia che è lo Yorkshire.
Il libro è diviso in due parti principali, a differenza del precedente di Withworth che passava subito in esame i detentori di Victoria Cross. Nella prima infatti troviamo un utile e abbastanza consistente riassunto di tutte le campagne combattute dall'esercito britannico dal momento dell'istituzione della Victoria Cross (ad opera di Max Arthur). Le prime 89 pagine ci portano quindi dalla Crimea (1854) all'Afghanistan (2001) .
In seguito si passa a esaminare i 67 nominativi le cui storie e imprese vengono presentate nel libro. Ogni decorato è collegato allo Yorkshire per nascita o per aver vissuto in quella contea, e non in quanto appartenente ai reggimenti ad essa storicamente collegati.
Ogni nominativo riporta una serie di dati tra cui:
Nome (anno dell'azione)
Grado/servizio : nome del reggimento
Dove si trova ora la medaglia : (può essere esposta o in collezione privata)
Data del conferimento
Data di nascita
Data di morte
Tomba: dove è seppellito il soldato
Città dello Yorkshire con cui è collegato il decorato
Osservazioni significative
Breve descrizione dell'azione che ha portato al conferimento
Dettagli biografici
Devo dire che tra i vari nominativi, due in particolare hanno attirato la mia attenzione: quelli di Samuel Meekosha e di Ian John McKay, e sostanzialmente si può affermare che le azioni per le quali ottennero la VC sono molto simili. Meekosha, dal nome che tradisce le sue origini straniere, era infatti di padre polacco e madre britannica ed era nato a Leeds nel 1893. Vicino l'Yser il 19/11/1915 in Francia il caporale Meekosha era in una trincea avanzata con un gruppo di 20 uomini tra soldati e sottufficiali. Investiti da un bombardamento di artiglieria che fece diverse vittime e seppellì altri soldati Samuel prese il comando e da solò salvò 4 vite disseppellendole mentre era sotto il fuoco nemico. La sua è una storia a lieto fine perchè Meekosha fu poi promosso e arrivò fino al grado di capitano vivendo fino al 1950. Quella di John Ian McKay è invece una storia più recente dato che l'impresa che gli valse la VC fu compiuta nel breve conflitto delle Falklands/Malvinas nel 1982. Nato nel 1953 e arruolatosi a 17 anni nel 1970 la sua vita militare mostra un soldato volenteroso di fare il proprio dovere con passione e tenacia. Militando nel reggimento Paracadutisti fu presente anche alla triste giornata passata alla storia come "Bloody Sunday" il 30 gennaio 1972, in cui una manifestazione non autorizzata si trasformò in un massacro di manifestanti a Derry. Nel 1982 gli argentini occuparono le Falklands e la signora Thatcher mandò subito le unità migliori (tra cui il 3° Battaglione del Reggimento Paracadutisti in cui serviva McKay) a riprendersele con la forza. La guerra dapprima solamente aeronavale ebbe due grandi scontri terrestri, il primo a Darwin Goose Green e in seguito alle porte della capitale Stanley, difesa da alcune alture su cui erano posizionati gli argentini. Proprio durante l'assalto ad una di queste alture, Mt. Longdon, il 4° Plotone, Compagnia B in cui militava McKay, fu bloccato dal fuoco incrociato delle postazioni argentine. Mandato in avanscoperta per fare il punto sulle posizioni nemiche McKay convertì la pattuglia di ricognizione in una pattuglia d'assalto e pur perdendo i tre uomini che erano con lui (due feriti e un morto) attaccò da solo il bunker argentino neutralizzandolo ma venendo ucciso. Anche qui vediamo un sottufficiale che prende l'iniziativa cambiando le sorti dell'azione.
Che dire di più? Lo Yorkshire ha una tradizione militare molto forte, sia per i fatti storici successi in quel pezzo di Inghilterra, sia per le unità che sono state formate da quelle parti. E come si può vedere dalla lista anche per il valore degli uomini cresciuti in quelle terre. Un libro di sicuro interesse per l'appassionato di storia militare e un altro bel libro nella vasta biblioteca della casa editrice Pen&Sword dedicata alla Victoria Cross.
Un grazie di cuore a Pen&Sword per avermi fornito il libro per la recensione.

Titolo: Yorkshire VCs
Autore:Alan Withworth
Pagine: 221
Link: https://www.pen-and-sword.co.uk/Yorkshire-VCs-Hardback/p/3436